Come ho già ricordato, purtroppo sono in pochi a possedere questo ormai introvabile volumetto, per cui ne riproduco qui di seguito un altro capitoletto.
LA
DERIVA GENETICA
Dio,
o chi in sua assenza ricopre l’incarico, ha voluto che sia più facile essere
padre e mettere al mondo una creatura che ottenere la patente di guida. Una
tanto infausta circostanza si traduce nel fatto che un esorbitante numero di
cretini, zotici e balordi si ritengano autorizzati a procreare.
Carlos
Ruiz Zafòn Il labirinto degli spiriti
È già iniziata. Anzi, fra breve
compariranno (se già non li abbiamo) i primi segni della de-evoluzione.
Circolando
sui social, constato che non sono il solo ad affermare che il suffragio
universale ha fatto il suo tempo. Non c’è insegnante che non rabbrividisca al
pensiero che, nel giro di pochi anni, alcuni dei suoi studenti andranno a
votare e il loro voto varrà esattamente come tutti gli altri. Nessuno fra i
miei colleghi, solo per dirne una, è stupito che esistano i terrapiattisti: noi
li abbiamo conosciuti in anteprima fra i banchi di scuola.
A
noi insegnanti fanno certificare un sacco di competenze inutili se non dannose
(con certificazioni che nessuno si darà mai la pena di leggere) e allora
sarebbe auspicabile che potessimo certificare la capacità o meno di esercitare
il diritto di voto. E anche delle competenze forse ci sarà occasione di
riparlare… ma andiamo con ordine.
In biologia si chiama deriva
genetica. Se le persone intelligenti non hanno figli e quelle meno intelligenti
ne hanno troppi, a lungo andare ci sarà un calo nel quoziente d’intelligenza
della popolazione. Fino a ora era stata osservata soltanto in piccoli gruppi di
popolazione, adesso possiamo affermare che l’ondata colpisce su larga scala.
Possiamo?
In realtà sembra che soltanto io
possa farlo. Non che la mia osservazione non trovi ampi consensi, al contrario:
ogni volta che mi capita di lasciarmela scappare in una conversazione, non
manco di ricevere approvazione completa. Tutti d’accordo sul fatto che un così
ingente numero di balordi seduto sui banchi di scuola non si era mai visto. Poi
però, nella pratica, tutti ad affannarsi in direzione diametralmente opposta.
Nessuno, nella scuola italiana,
viene coccolato con tanta cura come il cretino. Tanto per cominciare, pur di
non chiamarlo tale, e di ammettere quindi che si stanno sprecando energie e
risorse per chi non sa che farsene, lo si classifica con una sigla diversa a
ogni piè sospinto
Anche qui occorre aprire una
parentesi.
Per anni mi sono chiesto il perché
del proliferare di sigle e astrusi acronimi nella scuola, non di rado con il
cambio dell’acronimo per definire la stessa cosa.
Ho
avuto la risposta in un supermercato.
Cercavo un prodotto di cui conoscevo
l’esatta collocazione sullo scaffale, poiché ogni settimana finisce nel mio
carrello della spesa.
Invece quella volta non c’era.
Dopo affannose ricerche, vinsi la
mia naturale ritrosia a chiedere informazioni e interrogai un inserviente.
«Mi scusi, avete tolto
dall’assortimento il prodotto X? Non riesco a trovarlo.»
Con la cortesia un po’ stanca di chi
ha già risposto mille volte alla stessa domanda, l’addetto mi indicò la non
facile strada per raggiungere la nuova collocazione sugli scaffali del mio
desiderato articolo. Compresi che anche lui era assai poco in linea con i
fastidi che gli causavano questi cambiamenti apportati e quindi mi azzardai a
chiedere se ne conoscesse la motivazione.
«Certo che so perché lo fanno.
Altrimenti che cazzo li pagano a fare tutti quegli ingegneri gestionali!»
Un’illuminazione!
Siamo in Italia. Al ministero
dell’istruzione (come del resto in qualsiasi altro) è mai stato assunto
qualcuno al di fuori delle logiche clientelari? Ovviamente no. Ora, le logiche
clientelari, come dice il nome stesso, possiedono una logica: sistemare le
persone chiave nel ruolo in cui risultano in assoluto meno adatte e competenti.
Non sia mai che qualcuno si riveli una persona di successo e acquisti l’inviso
carattere della indispensabilità, rinunciando a essere una pedina manovrabile
nelle mani di chi lo ha sistemato in quella posizione. D’altra parte anche
lasciare lì queste persone senza fare niente pare brutto.
E allora li sistemano a creare
acronimi! La versione ministeriale della Settimana Enigmistica.
Grossi danni non ne fanno, rompono
un po’ le scatole ma pazienza.
Chiusa parentesi.
Stavo parlando di quella tipologia
umana ben descritta a suo tempo da Fruttero e Lucentini nel libro La prevalenza del cretino. Il suo
rapporto con la scuola italiana assomiglia a un tipo assai comune di relazione
umana: quello fra una donna che di un uomo non ne vuole sapere e a cui serve
ripetutamente il due di picche e l’uomo stesso, che invece si intestardisce a
blandirla con tanto maggiore impegno quanto più netto è il di lei rifiuto.
E
quindi pioggia di soldi per “aiutare” i cretini in qualsiasi modo possibile e
immaginabile.
Aperta una nuova parentesi. (Portate
pazienza).
Il lettore ingenuo e ignaro di
vivere in Italia potrebbe essersi meravigliato per quella pioggia di soldi. Ma come, lo sento già esclamare, e allora tutte
le lamentele sulla mancanza di risorse per la scuola, sullo scarso stipendio
degli insegnanti e menate varie con cui turbano la nostra esistenza di pacifici
elettori dei soliti noti?
Siamo in Italia, va ripetuto fino
allo sfinimento, poiché gli italiani soprattutto tendono a dimenticarlo con
disarmante facilità. Il denaro per le uniche due branche in cui davvero
servirebbe alla scuola non ci sono né ci saranno mai: adeguamento degli stipendi
degli insegnanti, adeguamento degli edifici scolastici (era ancora venuto fuori
in queste righe il fatto che oltre la metà degli edifici scolastici italiani
andrebbe rasa al suolo e rifatta ex novo? No? Bene, ora lo sapete.)
Per tutto il resto, quattrini a
go-go, specialmente dove allignano interessi poco chiari. Che in realtà sono
chiarissimi ma si fa per dire.
Chiusa la seconda parentesi.
Non
mi dilungherò nei luoghi comuni del potere che aspira ad avere un popolo bove e
quindi sovvenziona i cretini e mortifica le eccellenze. Se questi luoghi sono
comuni, un motivo ci sarà.
PS Il cretino, resti fra di noi, in
realtà è furbo. Comprende fin troppo bene che può permettersi il fancazzismo
perché è circondato da persone che non aspettano altro che trovare una
giustificazione socio-economico-filosofico-storico-politico-ambientalista al
suo malo comportamento e se ne approfitta. Ma tant’è. Gloria in excelsis Deo.