mercoledì 4 febbraio 2026

La Teoria Ottolenghi

 

Il tenente Ottolenghi, personaggio di Un anno sull'altipiano, espone una teoria a cui ho dato il suo nome e che sottoscrivo in pieno.

Durante un attacco in cui si dimostra per l'ennesima volta l'insipienza di coloro che comandano l'esercito italiano, Ottolenghi arringa più o meno così le truppe: "Se vogliamo vincere la guerra, dobbiamo girare all'indietro i cannoni e le artiglierie e con quelli sparare sul nostro comando generale. Poi passare ai politici e far fuori anche quelli. Dite che non è possibile? E allora occorre rifugiarsi in azioni di sabotaggio del sistema, per sopravvivere alla faccia loro."

Detto questo organizza un raid contro il deposito della sussistenza, grazie al quale i soldati riescono a procurarsi prosciutti, mortadelle e vino in quantità, per sfamarsi una volta tanto con abbondanza.

Ignaro di cotanto precedente, anche io avevo esposto una teoria simile nel mio romanzetto Sesso, soldi e scuola.

Due letture consigliate: il capolavoro di Lussu e il mio libriccino.

  

lunedì 26 gennaio 2026

Le mie foto

 

Pompei

Quesiti risolti


Due ragazzi alzano la mano in contemporanea per chiedere il permesso di andare in bagno.

In vena di facezie, dico: "Giocatevi la precedenza a pari o dispari."

Tutto bene finché, una volta buttate giù le dita, entrambi si ritrovano in difficoltà a stabilire se il risultato sia pari o dispari.

E poi c'è ancora chi si meraviglia della gran quantità di voti raccolti dalla Meloni.

 

giovedì 22 gennaio 2026

Viva Fantozzi

 


 Ci è voluto un anno di Trump perché le teste d’uovo dell’Ue scoprissero che gli interessi Usa –per usare un eufemismo – non coincidono più con i nostri. Ora magari, col tempo, capiranno che è così da una ventina d’anni. Non l’ha deciso Trump, che non è un corpo estraneo piovuto dal cielo a guastare il lungo idillio euroatlantista: è la quintessenza degli Usa, che hanno sempre fatto i loro porci comodi. Solo che prima i loro porci comodi coincidevano con i nostri: poi non più. La Merkel l’aveva capito, infatti si scontrò più volte con Washington. Prima contro l’idea folle di Bush jr., Obama e Biden di inglobare l’Ucraina nella Nato per provocare Putin. E poi sulla cooperazione energetica con Mosca avviata da Schröder coi gasdotti Nord Stream, osteggiata da Usa, Polonia, Baltici e Ucraina post-golpe. Con lei, a condividere la fine dell’euroatlantismo, c’erano Sarkozy, Hollande e il primo Macron, che refertò la “morte cerebrale dellaNato”. Bastava la voce intercettata di Victoria Nuland, inviata nel 2014 da Biden e Obama a destabilizzare Kiev, per sapere cosa pensavano a Washington: “Fuck Eu!” (l ’Europa si fotta!). Bastavano le reprimende di Obama a noi “portoghesi della Nato” che non ci svenavamo abbastanza per il riarmo e all’Ue che comprava gas russo a buon mercato invece del Gnl Usa a prezzo quadruplo. Poi purtroppo l’ultima statista andò in pensione, l’Ue finì in mano agli attuali microcefali e la guerra deflagrò.
Pochi giorni prima, Biden annunciò la distruzione dei Nord Stream. E otto mesi dopo un commando ucraino la realizzò. Ma nemmeno allora i decerebrati europei capirono che la guerra era studiata a tavolino per spezzare l’asse euro-russo che stava creando una superpotenza industriale e commerciale molto insidiosa per gli Usa. I capponi europei si invitarono al banchetto e si tuffarono festosi nella pentola di Biden, partecipando voluttuosamente al proprio suicidio con centinaia di miliardi e vagonate di armi. Quando tornò Trump e, senza volerlo, minacciò di farci un favore chiudendo la guerra con un compromesso, i più stupidi fra gli euronani – autoproclamatisi “volenterosi”–sabotarono i negoziati per prolungare il conflitto sine die. Ma a Trump risposero “sì buana” su tutti i dossier che convenivano a lui e danneggiavano noi: dazi al 15%, 600 miliardi di investimenti nell’industria Usa, 5% di Pil alla Nato, 800 miliardi di riarmo a debito (soprattutto con armi Usa), 700 miliardi di Gnl Usa e rinuncia eterna al gas russo. “Thank you, Daddy Donald”, scrisse Rutte, il più furbo della compagnia. Mancava solo una fettina di culo. Poi arrivò anche
quella, a forma di Groenlandia.

A quel punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto.

Marco Travaglio 

dal Fatto Quotidiano del 22 gennaio 2026 

La Teoria Ottolenghi

  Il tenente Ottolenghi, personaggio di  Un anno sull'altipiano , espone una teoria a cui ho dato il suo nome e che sottoscrivo in pieno...