Appunti di uno scrittore di merda
Un blog a proposito di niente in particolare
lunedì 23 febbraio 2026
domenica 22 febbraio 2026
Forse non tutti sanno che...
PERCHÉ I POVERI VOTANO PER I RICCHI? LA PSICOLOGIA DELLA "SERVITÙ VOLONTARIA"
- Un libro, 4 domande
il libro è: "Per una teoria della giustificazione del sistema" di John T. Jost
di Lavinia Marchetti
DOMANDA 1: PERCHÉ I POVERI VOTANO I RICCHI?
- La psicologia della servitù volontaria.
Perché, di fronte a disuguaglianze crescenti, non c'è una rivoluzione ogni giorno? Perché spesso chi sta peggio difende lo status quo con più ferocia di chi sta meglio?
da A Theory of System Justification:
"Perché le persone sembrano tollerare, e persino abbracciare, la propria sottomissione quando non sono costrette con la forza a farlo? [...] Secondo la teoria della giustificazione del sistema, le persone sono motivate, spesso a un livello non conscio di consapevolezza, a difendere, sostenere e giustificare le istituzioni e gli assetti sociali, economici e politici da cui dipendono".
Ammettere di essere vittime di un ingranaggio ingiusto provoca un dolore psichico immenso, infatti se penso che il sistema è corrotto, io sono una vittima impotente. Se invece credo nel "merito", la mia povertà diventa una colpa individuale o un fatto temporaneo: il mondo conserva un senso e io conservo l'illusione del controllo.
- Esempio Politico (La Flat Tax): In Italia vediamo spesso fasce di popolazione a basso reddito votare per partiti che propongono tasse piatte (flat tax) o tagli al welfare. Per Jost è l'identificazione con un orizzonte di "successo" futuro. Preferiamo difendere il diritto di un ricco a non pagare tasse sperando, un giorno, di essere quel ricco.
- Esempio Sociale (Il "Sogno Americano" all'italiana): La convinzione che "chi si impegna ce la fa sempre" agisce come una barriera. Se vedo un senzatetto, la mia mente giustifica il sistema pensando: "avrà fatto scelte sbagliate". Questo riduce l'empatia e inibisce la richiesta di ammortizzatori sociali .
- Esempio Aziendale (Il mito del "Self-Made Man"): Molti dipendenti sottopagati difendono il CEO miliardario come un eroe della libertà. Giustificare il suo enorme patrimonio serve a rassicurarli: viviamo in una società dove il talento viene premiato, quindi anche la mia vita ha una prospettiva.
DOMANDA 2: COME FACCIAMO A SOPPORTARE LE INGIUSTIZIE EVIDENTI?
- L'ILLUSIONE DELL'EQUILIBRIO (STEREOTIPI COMPLEMENTARI)
Ci inventiamo delle favole compensative. Gli esperimenti di Jost e Aaron Kay dimostrano che l'esposizione a stereotipi come "il povero ma felice" o "il ricco ma infelice" aumenta la percezione di legittimità del sistema. È il meccanismo del "nessuno ha tutto": se noi abbiamo il cuore e loro hanno i soldi, allora c'è un equilibrio cosmico.
da A Theory of System Justification:
"La nostra ipotesi è che rappresentazioni compensative e complementari dei ricchi (come disonesti o insoddisfatti) e dei poveri (come felici o pieni di integrità morale) rafforzino la percezione del sistema sociale come equo e legittimo. [...] La questione è la misura in cui ci si sente meglio riguardo al sistema dopo essere stati esposti ad abbinamenti equilibrati e complementari".
- L'esempio italiano (nord vs sud): È il classico stereotipo nazionale: "Il Nord ricco ma freddo e stressato" vs "Il Sud povero ma caldo e felice". Quante volte abbiamo sentito dire: "Sì, al Sud mancano i servizi e il lavoro, ma si mangia bene, c'è il mare e la gente sorride"? Questo cliché, secondo la teoria di Jost, serve a giustificare il divario economico del Paese. Ci fa sentire che, in fondo, c'è un equilibrio cosmico: nessuno ha tutto. Questo riduce la rabbia sociale e ci impedisce di esigere un vero cambiamento strutturale per il Mezzogiorno.
- Esempio di Genere (L'ambivalenza): Considerare le donne come "più calde, sensibili e moralmente superiori" rispetto agli uomini "aggressivi e competenti". Sembra un complimento (sessismo benevolo), ma serve a giustificare perché le posizioni di potere restino agli uomini: ognuno ha il suo "posto naturale".
- Esempio Culturale (La nobiltà della fame): La romanticizzazione della povertà nell'arte e nei media (pensa al mito del "contadino saggio" o dell'operaio felice con poco). Queste immagini suggeriscono che la ricchezza corrompe e che la povertà preserva l'integrità morale, togliendo urgenza alla lotta contro la miseria reale.
DOMANDA 3: COSA SUCCEDE ALLA NOSTRA IDENTITÀ QUANDO TIFIAMO PER UN SISTEMA CHE NON TIFA PER NOI?
IL DRAMMA DELL'ALIENAZIONE (IO NON SONO GARY COOPER)
da A Theory of System Justification:
"È un grande shock scoprire intorno ai 5, 6 o 7 anni che la bandiera a cui hai giurato fedeltà, insieme a tutti gli altri, non ha giurato fedeltà a te. È un grande shock vedere Gary Cooper uccidere gli indiani e, sebbene tu stia tifando per Gary Cooper, [realizzare] che gli indiani sei tu".
- L'Esempio Italiano (Il precariato e lo Stage): Pensiamo ai giovani stagisti o precari che difendono l'azienda che li sfrutta o il "grande imprenditore" visionario che li paga in visibilità. Tifano per il successo dell'azienda (Gary Cooper), internalizzando l'idea che la gavetta non retribuita sia necessaria, giusta e formativa, non rendendosi conto di essere la "carne da macello" (gli indiani) del sistema produttivo. Per Jost, più ci sentiamo dipendenti da un sistema (es. "senza questa azienda non ho futuro"), più tendiamo a giustificarne le autorità, anche se ci trattano male.
- Esempio di Identità (Internalizzazione dell'inferiorità): I test di associazione implicita (IAT) mostrano che molti membri di gruppi svantaggiati (minoranze, anziani, poveri) mostrano una preferenza inconscia per il gruppo dominante. Arrivano a vedere se stessi attraverso gli occhi dell'oppressore, accettando come "naturali" i propri svantaggi.
- Esempio di Molestie (Il silenzio complice): Studi condotti in Italia mostrano che molte vittime di molestie sessuali sul lavoro tendono a giustificare le "norme" dell'ufficio o il comportamento dei capi per non destabilizzare l'ambiente, diventando involontariamente complici del sistema che le ha ferite.
DOMANDA 4: PERCHÉ GIUSTIFICHIAMO IL SISTEMA E LE AUTORITÀ CHE DIFENDONO IL SISTEMA CHE CI AFFAMA, CI CONTROLLA E CI VESSA?
LA FUNZIONE PALLIATIVA (LA DROGA SOCIALE)
Giustificare il sistema riduce l'ansia e ci fa sentire meglio subito, ma ci uccide lentamente. Perché il cervello ci tradisce? Perché giustificare il sistema funziona come un farmaco per tre bisogni fondamentali: Certezza (il mondo è ordinato), Sicurezza (il sistema mi protegge) e Appartenenza (siamo tutti sulla stessa barca).
da A Theory of System Justification:
"La giustificazione del sistema serve una funzione palliativa. [...] Nella misura in cui la giustificazione del sistema fa sentire le persone meglio riguardo allo status quo, essa mina il loro desiderio di cambiamento e la loro disponibilità a partecipare ad azioni collettive volte a migliorare la società".
- Esempio Psicologico (La riduzione dello stress): Chi crede che il sistema sia giusto riporta livelli più bassi di depressione e rabbia immediata. È una felicità "palliata": dormi meglio la notte, ma rimani incatenato di giorno perché perdi il desiderio di ribellarti.
- Esempio Climatico (Negazionismo): Molti rifiutano le prove del cambiamento climatico non per mancanza di dati, ma perché l'idea che il nostro intero sistema produttivo sia fallimentare è troppo minacciosa per la stabilità mentale. Meglio negare che ammettere che "il sistema" sta morendo.
- Esempio Religioso (La Teodicea): Il dolore sulla terra sarà compensato nel regno dei cieli. Questa visione trasforma l'ingiustizia in una "prova divina", giustificando la stasi sociale in attesa di una giustizia ultraterrena.
Nel mio piccolo
Per le cose di cui non frega niente a nessuno, dichiaro che non ho seguito neppure un minuto delle olimpiadi invernali.
Boicottate, come la Russia che ne è stata esclusa.
sabato 21 febbraio 2026
Forse non tutti sanno che...
Le spintriae erano monete romane raffiguranti su un lato l'importo e sull'altro atti sessuali.
Probabilmente si usavano per pagare le prestazioni nei lupanari.
venerdì 20 febbraio 2026
Intelligenza poco artificiale
Poche cose dimostrano la potenza dell'irrazionalità umana quanto la feroce credenza nelle superstizioni come l'astrologia, spesso radicata anche in persone intelligenti.
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