Ecco quello che per la maggioranza degli studenti odierni rappresenta un'asperità difficilissima da superare: il dizionario.
Un libro. Con così tante pagine. Ohibò!
Si parte dalla prima difficoltà: l'ordine alfabetico. O lo ignorano bellamente o lo sanno a pappagallo e per scoprire dove si trovi la T devono recitarlo dall'inizio. Il semplice fatto che per rintracciare un lemma, dopo la lettera iniziale, si debba considerare la seconda, manda in corto circuito le sinapsi e se poi si arriva alla terza, alla quarta e successive il cervellino ormai è fuso.
Anche la possibilità che un vocabolo possieda più accezioni di diverso significato e uso spiazza completamente il sedicente discente, poco abituato al discernimento e alla necessità di usare il ragionamento per operare una scelta.
Certo, una volta fuori da scuola è sufficiente chiedere la parola all'intelligenza artificale. Che però, per l'appunto, è l'intelligenza di qualcun altro e alla nostra giova ben poco. Sarebbe come pensare di allenarsi guardando una corsa ciclistica in televisione invece che pedalando in proprio...






