Ho scritto più di un libro satirico sulla scuola italiana, ma poi mi sono dovuto arrendere: non c'è niente da fare, lo stato come comico involontario è insuperabile, capace di trovate che io non sarei mai stato in grado di immaginare.
L'ultima che mi è capitato di leggere risale ad appena ventiquattro ore fa e riguarda la liquidazione degli insegnanti. Contrariamente a quanto avviene nel settore privato, i dipendenti pubblici, una volta andati in pensione, devono attendere anni prima di poter riscuotere l'intero importo del TFS, che viene loro rateizzato. La Consulta si è già pronunciata in merito, dichiarando illegittima la procedura.
Ma ecco il colpo di genio, la battuta fulminante e ineguagliabile: gli avvocati dell'INPS presentano una memoria, sostenendo che la rateizzazione va a tutto beneficio degli insegnanti stessi, i quali altrimenti soccomberebbero - cito testualmente - all’irrazionalità umana nelle scelte di spesa venendo in possesso di una somma troppo grande tutta insieme.
In altre parole, ci troveremmo di fronte a un esercito di nuovi ricchi che seguirebbe fedelmente le orme di Epstein, cucinando bambini come gamberetti e stuprando ragazzine more trumpiano.
Con tutta la mia fervida immaginazione, a una invenzione così originale e spiazzante non ci sarei mai arrivato.
Cedo il passo.






