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domenica 14 giugno 2026

Repetita juvant

 

 


            Molti si chiedono cosa farebbero se venissero in possesso di una grande somma di denaro e io non faccio eccezione. Cosa farei? A parte i soliti desideri che chiunque non possieda denaro sente il bisogno di appagare, certamente non smentirei la mia vocazione sociale.

            Fonderei quindi una scuola privata completamente gratuita e aperta a tutti, dove gli insegnanti e il restante personale fossero molto ben retribuiti. E intendo gratuita in modo totale: libri, mensa, viaggi di istruzione e vacanze studio all’estero. Né richiederei alcun documento sul reddito delle famiglie: potrebbero accedervi indigenti e benestanti, senza versare un centesimo.

            Non crediate però che avrei la fila fuori della porta da parte di genitori desiderosi di iscrivere i propri figli a questa pacchia. La scuola si chiamerebbe infatti Falce e martello e tutti i frequentanti ne indosserebbero la divisa (gratuita s’intende) con il simpatico logo dei lavoratori in bella evidenza. Presente in tutti i corsi di ogni ordine e grado come materia obbligatoria introdurrei poi Lotta al capitalismo. Imprescindibile la sufficienza in questa disciplina per poter essere promossi.

P.S. Una volta scritto questo capitoletto, per sfizio e già immedesimandomi nel ruolo di fondatore di cotanto istituto, ho chiesto a Copilot di disegnarmi l'insegna di una scuola privata con il simbolo della falce e martello. Risposta di Copilot:

 

Non posso creare immagini che includano simboli fortemente politicizzati come la falce e martello, specialmente se associati a contesti sensibili come una scuola privata.

 

Ovviamente quei soldi non li avrò mai, ma se li avessi...

 

venerdì 1 maggio 2026

Economia domestica

 

            Io di economia non so niente, quindi, poiché siamo in Italia, penso di essere autorizzato a parlarne in qualità di esperto. Comunque ho un saldo punto di riferimento, l’economista Sergio Ricossa, che essendo stato liberale, liberista e pure libertarianista spero non mi verrà contestato.

            Affermo quindi che il premio Nobel per l’Economia non esiste. Il suo fondatore Alfred Nobel, che si era arricchito con le sue scoperte, tra cui la dinamite, destinò nel testamento la maggior parte del suo patrimonio all’istituzione di un premio per personalità che si fossero distinte nei seguenti campi: fisica, chimica, medicina, letteratura, pace. Tra i premi, assegnati per la prima volta nel 1901, non ce ne era affatto uno per l’economia, poiché Nobel dichiarava di non avere alcuna formazione in quella disciplina e di odiarla dal profondo del cuore.

            In realtà, quello che comunemente chiamiamo Premio Nobel per l’economia, è ufficialmente denominato Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel: è stato istituito nel 1968 dalla Banca centrale svedese, in occasione dei 300 anni dalla sua fondazione, e assegnato per la prima volta nel 1969.

            Perché è stato creato? Per sostenere un’ideologia, perché chi lo riceve ottiene un prestigio mondiale ma, guarda caso, appartiene sempre al gruppo degli economisti conservatori: nel 1974 a Friedrich August von Hayek, nel 1976 a Milton Friedman, seguace di von Hayek e da allora sempre ai Chicago Boys, economisti formatisi all’Università di Chicago, in cui avevano insegnato sia Hayek che Friedman.

            Il cosiddetto “Nobel per l’Economia” sostiene un’ideologia conservatrice, accrescendo il prestigio dei suoi esponenti, per far prevalere il pensiero liberista – che esalta il libero mercato e chiede la riduzione dell’intervento dello stato in economia – su quello di John Maynard Keynes, sino ad allora predominante, che sosteneva la necessità dell’intervento statale nell’economia, anche aumentando la spesa pubblica per favorire l’occupazione.

            Siamo arrivati al punto che espressioni come “padronato”, “sfruttamento dei lavoratori” e “lotta di classe” sono del tutto assenti nel linguaggio quotidiano, come se fosse inaccettabile una visione della società basata su quelle idee.


domenica 12 aprile 2026

Equivoci

 

 


Mi sorprende sempre come in Italia vengano classificate di sinistra anche persone che nella loro vita mai si sono sognate né si sognerebbero di salutare con il pugno alzato. Addirittura gli autori stessi del ribaltamento della Bolognina (Achille Occhetto e soci) che portò al famigerato scioglimento del Partito Comunista Italiano, hanno proseguito imperterriti a dichiararsi esponenti della sinistra.

Il solito modo di vendere la merda spacciandola per cioccolata.

 

Arte russa

  Vasili Grigorevich Perov  L'arrivo dell'istitutrice a casa del mercante  1866