Visualizzazione post con etichetta non c'è speranza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta non c'è speranza. Mostra tutti i post

martedì 15 settembre 2026

Sogni

 

Ascoltata questa mattina alla radio:

Il mio sogno è mollare tutto, partire e aprire un chiringuito sulla spiaggia ai Caraibi.

In altre parole il sogno di questo genio è di andare ai Caraibi per poi farsi il culo a lavorare per quelli che ai Caraibi ci vanno per divertirsi.

Complimenti! 

mercoledì 10 giugno 2026

Trova la differenza

 

Qual è la differenza fra una pornostar e i nostrani giornalisti da lecco? Quasi nessuna; la prima lecca qualunque cazzo le mettano davanti, i secondi qualunque culo.

venerdì 5 giugno 2026

Pensieri anodini


Non occorre essere un genio per capire che non è il cambiamento climatico la causa delle sempre più frequenti inondazioni e alluvioni. Semplicemente la superficie non cementificata o asfaltata si riduce di anno in anno e di conseguenza l'assorbimento dell'acqua piovana, che invece di penetrare nel terreno rimane in superficie.

Similmente sono il cemento e l'asfalto, che riflettono il calore solare, a provocare l'aumento delle temperature; zone una volta fresche e boschive sono ora urbanizzate e causano l'innalzamento del termometro.

Non esiste un problema climatico, esiste solo una specie infestante. 

martedì 2 giugno 2026

Non capisco perché

 

Non capisco perché ci sia chi, ostinatamente e incomprensibilmente, nutre speranze per l'Italia. Salvini è, in tutto e per tutto, l'italiano medio. Non ci può essere speranza.

sabato 9 maggio 2026

La deriva genetica

 

Come ho già ricordato, purtroppo sono in pochi a possedere questo ormai introvabile volumetto, per cui ne riproduco qui di seguito un altro capitoletto.

 

 

LA DERIVA GENETICA

 

Dio, o chi in sua assenza ricopre l’incarico, ha voluto che sia più facile essere padre e mettere al mondo una creatura che ottenere la patente di guida. Una tanto infausta circostanza si traduce nel fatto che un esorbitante numero di cretini, zotici e balordi si ritengano autorizzati a procreare.

Carlos Ruiz Zafòn Il labirinto degli spiriti

 

            È già iniziata. Anzi, fra breve compariranno (se già non li abbiamo) i primi segni della de-evoluzione.

Circolando sui social, constato che non sono il solo ad affermare che il suffragio universale ha fatto il suo tempo. Non c’è insegnante che non rabbrividisca al pensiero che, nel giro di pochi anni, alcuni dei suoi studenti andranno a votare e il loro voto varrà esattamente come tutti gli altri. Nessuno fra i miei colleghi, solo per dirne una, è stupito che esistano i terrapiattisti: noi li abbiamo conosciuti in anteprima fra i banchi di scuola.

A noi insegnanti fanno certificare un sacco di competenze inutili se non dannose (con certificazioni che nessuno si darà mai la pena di leggere) e allora sarebbe auspicabile che potessimo certificare la capacità o meno di esercitare il diritto di voto. E anche delle competenze forse ci sarà occasione di riparlare… ma andiamo con ordine.

            In biologia si chiama deriva genetica. Se le persone intelligenti non hanno figli e quelle meno intelligenti ne hanno troppi, a lungo andare ci sarà un calo nel quoziente d’intelligenza della popolazione. Fino a ora era stata osservata soltanto in piccoli gruppi di popolazione, adesso possiamo affermare che l’ondata colpisce su larga scala.

            Possiamo?

            In realtà sembra che soltanto io possa farlo. Non che la mia osservazione non trovi ampi consensi, al contrario: ogni volta che mi capita di lasciarmela scappare in una conversazione, non manco di ricevere approvazione completa. Tutti d’accordo sul fatto che un così ingente numero di balordi seduto sui banchi di scuola non si era mai visto. Poi però, nella pratica, tutti ad affannarsi in direzione diametralmente opposta.

            Nessuno, nella scuola italiana, viene coccolato con tanta cura come il cretino. Tanto per cominciare, pur di non chiamarlo tale, e di ammettere quindi che si stanno sprecando energie e risorse per chi non sa che farsene, lo si classifica con una sigla diversa a ogni piè sospinto

            Anche qui occorre aprire una parentesi.

            Per anni mi sono chiesto il perché del proliferare di sigle e astrusi acronimi nella scuola, non di rado con il cambio dell’acronimo per definire la stessa cosa.

Ho avuto la risposta in un supermercato.

            Cercavo un prodotto di cui conoscevo l’esatta collocazione sullo scaffale, poiché ogni settimana finisce nel mio carrello della spesa.

            Invece quella volta non c’era.

            Dopo affannose ricerche, vinsi la mia naturale ritrosia a chiedere informazioni e interrogai un inserviente.

            «Mi scusi, avete tolto dall’assortimento il prodotto X? Non riesco a trovarlo.»

            Con la cortesia un po’ stanca di chi ha già risposto mille volte alla stessa domanda, l’addetto mi indicò la non facile strada per raggiungere la nuova collocazione sugli scaffali del mio desiderato articolo. Compresi che anche lui era assai poco in linea con i fastidi che gli causavano questi cambiamenti apportati e quindi mi azzardai a chiedere se ne conoscesse la motivazione.

            «Certo che so perché lo fanno. Altrimenti che cazzo li pagano a fare tutti quegli ingegneri gestionali!»

            Un’illuminazione!

            Siamo in Italia. Al ministero dell’istruzione (come del resto in qualsiasi altro) è mai stato assunto qualcuno al di fuori delle logiche clientelari? Ovviamente no. Ora, le logiche clientelari, come dice il nome stesso, possiedono una logica: sistemare le persone chiave nel ruolo in cui risultano in assoluto meno adatte e competenti. Non sia mai che qualcuno si riveli una persona di successo e acquisti l’inviso carattere della indispensabilità, rinunciando a essere una pedina manovrabile nelle mani di chi lo ha sistemato in quella posizione. D’altra parte anche lasciare lì queste persone senza fare niente pare brutto.

            E allora li sistemano a creare acronimi! La versione ministeriale della Settimana Enigmistica.

            Grossi danni non ne fanno, rompono un po’ le scatole ma pazienza.

            Chiusa parentesi.

            Stavo parlando di quella tipologia umana ben descritta a suo tempo da Fruttero e Lucentini nel libro La prevalenza del cretino. Il suo rapporto con la scuola italiana assomiglia a un tipo assai comune di relazione umana: quello fra una donna che di un uomo non ne vuole sapere e a cui serve ripetutamente il due di picche e l’uomo stesso, che invece si intestardisce a blandirla con tanto maggiore impegno quanto più netto è il di lei rifiuto.

E quindi pioggia di soldi per “aiutare” i cretini in qualsiasi modo possibile e immaginabile.

            Aperta una nuova parentesi. (Portate pazienza).

            Il lettore ingenuo e ignaro di vivere in Italia potrebbe essersi meravigliato per quella pioggia di soldi. Ma come, lo sento già esclamare, e allora tutte le lamentele sulla mancanza di risorse per la scuola, sullo scarso stipendio degli insegnanti e menate varie con cui turbano la nostra esistenza di pacifici elettori dei soliti noti?

            Siamo in Italia, va ripetuto fino allo sfinimento, poiché gli italiani soprattutto tendono a dimenticarlo con disarmante facilità. Il denaro per le uniche due branche in cui davvero servirebbe alla scuola non ci sono né ci saranno mai: adeguamento degli stipendi degli insegnanti, adeguamento degli edifici scolastici (era ancora venuto fuori in queste righe il fatto che oltre la metà degli edifici scolastici italiani andrebbe rasa al suolo e rifatta ex novo? No? Bene, ora lo sapete.)

            Per tutto il resto, quattrini a go-go, specialmente dove allignano interessi poco chiari. Che in realtà sono chiarissimi ma si fa per dire.

            Chiusa la seconda parentesi.

            Non mi dilungherò nei luoghi comuni del potere che aspira ad avere un popolo bove e quindi sovvenziona i cretini e mortifica le eccellenze. Se questi luoghi sono comuni, un motivo ci sarà.

            PS Il cretino, resti fra di noi, in realtà è furbo. Comprende fin troppo bene che può permettersi il fancazzismo perché è circondato da persone che non aspettano altro che trovare una giustificazione socio-economico-filosofico-storico-politico-ambientalista al suo malo comportamento e se ne approfitta. Ma tant’è. Gloria in excelsis Deo.


lunedì 6 aprile 2026

Il mondo spiegato in breve


 Per quella forma di crimine che si è deciso di chiamare femminicidio, pare (o almeno a me pare) che nessuno si ponga la domanda più importante: possibile che la ragazza non si sia accorta di chi fosse in realtà il tizio con cui era (o era stata) fidanzata, sposata o convivente e assieme al quale, non raramente, ha pure generato dei figli?

La scomparsa del pensiero critico mi appare l'unica risposta possibile: i giovani non sono più in grado di decifrare le persone e il mondo che li circonda e pensano che la realtà sia quella delle pubblicità o del telegiornale di Rete4.

C'è poco da stupirsi, quindi, quando esaminiamo la classe politica che ci governa.

 

lunedì 26 gennaio 2026

Quesiti risolti


Due ragazzi alzano la mano in contemporanea per chiedere il permesso di andare in bagno.

In vena di facezie, dico: "Giocatevi la precedenza a pari o dispari."

Tutto bene finché, una volta buttate giù le dita, entrambi si ritrovano in difficoltà a stabilire se il risultato sia pari o dispari.

E poi c'è ancora chi si meraviglia della gran quantità di voti raccolti dalla Meloni.

 

martedì 16 dicembre 2025

Proprio no

 

Mentre faccio colazione al bar mi cade sotto l'occhio il titolo di un trafiletto di giornale: Dodici milioni di italiani vanno dai maghi. Giro d'affari di sei miliardi.

E qualcuno ancora crede ci sia speranza. Vedi il titolo di questo post.

 

L'economia spiegata in breve