Il tenente Ottolenghi, personaggio di Un anno sull'altipiano, espone una teoria a cui ho dato il suo nome e che sottoscrivo in pieno.
Durante un attacco in cui si dimostra per l'ennesima volta l'insipienza di coloro che comandano l'esercito italiano, Ottolenghi arringa più o meno così le truppe: "Se vogliamo vincere la guerra, dobbiamo girare all'indietro i cannoni e le artiglierie e con quelli sparare sul nostro comando generale. Poi passare ai politici e far fuori anche quelli. Dite che non è possibile? E allora occorre rifugiarsi in azioni di sabotaggio del sistema, per sopravvivere alla faccia loro."
Detto questo organizza un raid contro il deposito della sussistenza, grazie al quale i soldati riescono a procurarsi prosciutti, mortadelle e vino in quantità, per sfamarsi una volta tanto con abbondanza.
Ignaro di cotanto precedente, anche io avevo esposto una teoria simile nel mio romanzetto Sesso, soldi e scuola.
Due letture consigliate: il capolavoro di Lussu e il mio libriccino.

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