lunedì 15 giugno 2026

Riformatorio

 


Uno dei termini più nefasti della politica contemporanea è senz'altro riformatore. Per convincersene è sufficiente pensare chi sono coloro che passano per riformatori tout court: Renzi, Calenda, in quota rosa Picierno e magari anche Vannacci (non l'ho messo a caso nelle quote rosa: asseriva di ispirarsi a Giulio Cesare, notoriamente bisessuale).

Cosa fa il riformatore? Non si preoccupa minimamente di far funzionare quanto già esiste, ma vuole per principio cambiarlo. In che modo è presto detto: come pare a lui o a lei. Il risultato è nel migliore dei casi un disastro e se il riformatore di turno è putacaso presidente del consiglio possono nascerne creature teratologiche come il Jobs Act o la Buona Scuola di Renzi.

Un colpo di spugna sulle cosiddette riforme degli ultimi cinquanta anni (scuola, giustizia, sanità) ci riporterebbe in una situazione di opulenza altrimenti irraggiungibile.

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