domenica 6 settembre 2026

Made in Italy

 

L'immagine dell'Italia e dell'eccellenza italiana che da anni la destra tenta di veicolare è legata quasi esclusivamente al cibo e alla cucina. Il primato degli italiani è associato, nella loro visione, al saper imbandire la tavola.

Il fatto che l'Italia campeggi nell'immaginario mondiale per l'arte, la musica, la letteratura viene bellamente ignorato e financo boicottato; anche perché si tratta di cose buone al massimo per gli omosessuali e i comunisti, le due categorie più abiette e invise al destro medio. (Qualche anno fa si sarebbe aggiunto al mucchio dei reietti anche il peggiore di tutti, l'ebreo, ma adesso i sionisti si sono comprati i fascisti e le due categorie vanno d'amore e d'accordo).

L'italiano continua a essere una delle lingue più studiate al mondo, ma per la lirica, non per le fettuccine Alfredo. Eppure le nuove generazioni si destreggiano assai bene in cucina ma non conoscono neppure un'aria di Puccini.

I pochi intellettuali di destra hanno vita grama nella destra stessa, che li guarda come un corpo estraneo, di cui non si capisce bene cosa fare. Non a caso i quotidiani di destra vendono ben poco e non fosse per le sovvenzioni statali che si autoconcedono sarebbero già estinti.

Mi aspetto a breve una campagna che miri a sostituire le librerie con ristoranti stellati e i musei con centri commerciali.

(E io di previsioni non ne azzardo molte ma in genere le azzecco tutte, come quelle sulla scuola del futuro che nel 2009 predicevo in Perle ai porci e che oggi sono realtà). 

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